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Pacreatite indotta da azatioprina in pazienti con IBD, ecco come è possibile evitarla

  • Giovedì, 11 Gennaio 2018
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Pacreatite indotta da azatioprina in pazienti con IBD, ecco come è possibile evitarla

Scegliere la terapia più efficace e sicura per i pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD) in base al profilo genetico del paziente

Scegliere la terapia più efficace e sicura per i pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD) in base al profilo genetico del paziente. E’ quanto proposto da un gruppo di ricercatori canadesi che hanno studiato la risposta al trattamento con azatioprina (AZA) a seconda del profilo genetico. Quest’ultimo si è dimostrato un importante fattore predittivo di pancreatite indotta da AZA in pazienti con malattia infiammatoria intestinale. I risultati del lavoro sono stati pubblicati su Alimentary Pharmacology & Therapeutics.

La pancreatite indotta da AZA è un evento avverso imprevedibile e dose-indipendente che colpisce il 2% -7% dei pazienti con malattia infiammatoria intestinale (IBD) trattati con tale farmaco. Finora non vi erano strumenti nella pratica clinica per identificare gli individui a rischio di svilupparla.

Richard B. Kim, della Divisione di Farmacologia clinica del Dipartimento di Medicina presso la Western University in London, Ontario, Canada e colleghi, hanno valutato i risultati di un recente studio sull'associazione genomica che ha evidenziato un forte collegamento tra la pancreatite indotta da polimorfismo della regione HLA di classe II e l’azatioprina in una coorte IBD.

"Lo scopo del nostro studio era di convalidare i risultati in una grande e indipendente coorte di pazienti con IBD e di delineare ulteriormente un algoritmo di trattamento IBD AZA basato su principi farmacogenomici", hanno scritto.

I ricercatori hanno condotto uno studio di coorte retrospettivo comprendente 373 pazienti con IBD che erano in AZA da almeno 6 mesi. Complessivamente, 13 hanno ricevuto una diagnosi di pancreatite indotta da AZA.

Nello studio è stata utilizzata l'analisi genotipica per identificare la presenza di alleli wild type (A/A) o varianti (eterozigoti, A/C, omozigoti, C/C) nella regione del gene HLA di classe II a rs2647087. Oltre a testare i 13 pazienti con pancreatite indotta da AZA, i ricercatori hanno condotto un'analisi genotipica su altri 360 pazienti da utilizzare come gruppo di controllo.

I dati hanno mostrato una forte associazione tra portatori dell'allele variante C e pancreatite indotta da AZA (OR=5,63, IC 95%, 2,41-13,15).
"La nostra scoperta suggerisce che il rischio di pancreatite è in realtà molto più elevato, 4- e 15 volte per i pazienti con variante rs2647087 A/C o C/C rispetto ai wild type A/A", hanno sottolineato i ricercatori.

Queste analisi sono importanti nell’ottica di come agire nella gestione di questi pazienti. Spesso il primo trattamento prescritto, poiché a basso costo, è a base di immunomodulatori, come AZA, prima di utilizzare terapie biologiche più efficaci, ma più costose.

I ricercatori hanno notato però che i costi per la pancreatite acuta possono essere piuttosto alti, oltre i 10.000 dollari solo per i costi di ospedalizzazione.
Per evitare questi costi esorbitanti, così come i sintomi dolorosi della pancreatite indotta da AZA, i ricercatori hanno proposto un algoritmo guidato dal genotipo per il trattamento dei pazienti con IBD con AZA che tiene conto del patrimonio genetico di ogni individuo.

Wilson A. et al., HLA-DQA1-HLA-DRB1 polymorphism is a major predictor of azathioprine-induced pancreatitis in patients with inflammatory bowel disease. Aliment Pharmacol Ther. 2017 Dec 22. doi: 10.1111/apt.14483.

di Emilia Vaccaro
Fonte: https://www.pharmastar.it

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