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La dieta Chetogenica

  • Venerdì, 10 Agosto 2018
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La dieta Chetogenica

Intervista a Massimiliano Caprio Professore associato di Endocrinologia, Università San Raffaele - Roma

Ultimamente si legge molto della dieta chetogenica, forse anche perché un mercato
di prodotti alimentari di natura industriale fatti ad ok è stato in grado di accendere
i riflettori per il largo consumo su una dieta che è utilizzata da moltissimo tempo, e con
successo, come terapia per l’obesità. Sentiamo due endocrinologi sui pro e i contro di
questa dieta.
Cos’è la dieta Chetogenica?
È una terapia metabolica che prevede un intervento nutrizionale e anche una correzione
degli stili di vita in soggetti obesi. Ha origini antiche in quanto il protocollo è stato utilizzato per la prima volta in ambito clinico circa un secolo fa per trattare le epilessie infantili refrattarie ai farmaci. Si basa sul fatto che, escludendo quasi completamente gli zuccheri dalla dieta, l’organismo è obbligato ad utilizzare i grassi di riserva, o comunque i grassi che vengono somministrati nell’ambito della dieta stessa, e a produrre i corpi chetonici che sono dei metaboliti di emergenza che noi naturalmente produciamo nel momento in cui siamo a digiuno o sottoposti ad esercizio fisico intenso. Il neonato, per esempio, nei primi giorni di vita utilizza i corpi chetonici come sorgente energetica. Grazie ai corpi chetonici l’essere umano ha superato le glaciazioni, periodi di scarsità di cibo come il Paleolitico. Possiamo dire che l’utilizzo dei corpi chetonici ci ha permesso di sopravvivere e di essere presenti oggi sulla terra.
In che cosa la Chetogenica è diversa da una dieta iperproteica?
È una dieta proteica ma non iperproteica. Per il paziente obeso, parzialmente obeso o
obeso con comorbidità, utilizziamo una dieta a bassissimo contenuto calorico che ha
come costituente principale le proteine. Andiamo a ridurre quasi completamente gli
zuccheri ed usiamo pochi grassi, con una quantità di proteine che può attestarsi su 1,1-1,2 grammi pro kilo di peso corporeo (1,5 per gli uomini): sono dei livelli di introito proteico che vengono raccomandati dalle linee guida per la prevenzione e il trattamento della sarcopenia (perdita di massa muscolare).
Questa dieta può essere utile per chi ha una patologia reumatologica?
Ha un enorme potenziale perché intanto il paziente obeso ha sempre come complicanza
anche l’infiammazione compresa quella delle articolazioni. La dieta chetogenica è una
dieta molto rapida ed efficace e, soprattutto, i corpi chetonici hanno un potenziale
antiinfiammatorio molto elevato.
Il potenziale della dieta dipende dal fatto che il paziente perde rapidamente peso e, grazie ai corpi catonici, beneficia di un effetto antiinfiammatorio. La utilizziamo correntemente anche nei pazienti con emicrania ad alta frequenza o resistente ai farmaci. Il paziente con infiammazioni sicuramente ne beneficia.
È una dieta per tutti?
È una dieta che deve essere seguita con l’aiuto del medico. Non è per tutti ma per quasi
tutti; sono poche le categorie di pazienti che non possono farla: chi soffre di diabete mellito di tipo 1 in cui c’è carenza insulinica, chi ha disturbi psichiatrici o disturbi alimentari. In generale, è da evitare in tutti quei casi in cui il paziente non è molto “compliante” con la dieta. Il protocollo è adattabile e personalizzabile ma relativamente rigido, soprattutto, essendo una dieta parzialmente sbilanciata in micro e macro nutriente il paziente deve fare delle integrazioni. Un paziente distratto o disattento può avere effetti collaterali che possono diventare anche importanti.

Ma quali sono i contro della dieta chetogenica?
Lo abbiamo chiesto ad Angelo Cingarelli, Ricercatore di Endocrinologia dell’Università di Bari. I punti deboli sono pochi – ci dice Cingarelli - e gli effetti collaterali sono prevedibili
e anche trattabili. I principali effetti indesiderati che possono derivare dalla dieta
Chetogenica sono i crampi nel caso in cui non si facesse integrazione con i sali minerali,
problema che nasce dal fatto che il protocollo non prevede la frutta; le vertigini da
pressione bassa poiché c’è un fenomeno di natriuresi (si perde sodio con le urine) per
effetto di riduzione dell’insulina; calcoli alla colecisti nel caso in cui l’apporto di grassi sia troppo basso: si scende sotto i 10 gr. si crea la colistasi che può portare alla formazione di calcoli. Un altro fenomeno abbastanza ricorrente è la stipsi a cui occorre porre rimedio con sciroppi o fibre. 
Possono anche esserci effetti transitori nella prima fase della dieta, come cefalea e nausea, che però scompaiono dopo le prime 48 ore.
Infine, un altro punto debole della Chetogenica, il rimpiazzo degli alimenti con alimenti industriali: i pasti sostitutivi sono controllati nel numero di calorie da introdurre e negli apporti nutrizionali. I costi possono anche attestarsi minimo intorno ai 3-400 euro al mese. Infine, non dimentichiamo il mantenimento del peso perso che non è garantito
da nessun protocollo dietetico. Se si riprende a mangiare normalmente si ritornerà inevitabilmente come prima.

 

N.B Si raccomanda di non iniziare mai una dieta senza prima consultare il proprio medico. 

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