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Intestino e malattie reumatiche

  • Martedì, 31 Luglio 2018
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Intestino e malattie reumatiche

Malattie Reumatologiche e intestino, quali sono le correlazioni. Ne parliamo con Alessandro Armuzzi - gastroenterologo, professore associato dell'Istituto di Patologia Speciale Medica e Semeiotica Medica del Presidio Columbus Fondazione Politecnico Gemelli Università Cattolica Roma, Segretario Generale di IG-IBD, Gruppo Italiano per lo studio delle Malattie Infriammatorie Croniche Intestinali.

Le malattie reumatologiche possono avere origine nell’intestino?

Da diversi anni a questa parte si sta studiando il ruolo del microbioma intestinale: quel sistema che sta all’interno dell’intestino, costituito da migliaia di specie batteriche, ma anche fungine e virali sconosciute o parzialmente sconosciute che costituiscono un vero e proprio ecosistema che, in condizioni di salute è in perfetto equilibrio e permette all’intestino di funzionare in tutte le sue attività di assorbimento, secrezione e digestione. Quando, invece, per motivi legati ad elementi esterni o a predisposizione personale, si hanno delle alterazioni di questo ecosistema, una specie prevale sull’altra e si instaura un meccanismo di disequilibrio (disbiosi). In questo caso può accadere che i batteri o qualche loro componente, attraversando le pareti dell’intestino, entrino in circolo e inneschino una reazione immunitaria che, nel caso delle malattie reumatologiche, può essere a livello delle articolazioni. Questa è una delle ipotesi che sono state verificate in modelli animali di artrite reumatoide o di spondilite anchilosante dove si è documentato uno squilibrio di specie batteriche all’interno dell’intestino di questi animali. Anche negli esseri umani, studiando persone con artrite reumatoide e spondilite anchilosante, si è riscontrata la presenza di uno stato di disbiosi dato dalla prevalenza di alcuni componenti batteriche normalmente presenti nell’intestino rispetto ad altre, cosa che non si verifica nell’individuo sano.

Da questi stessi fattori dipende la correlazione tra artrite e malattie infiammatorie dell'intestino?

Nel 20-30% dei pazienti con malattia di Crohn o colite ulcerosa è presente anche una Spondiloartrite. Si è ipotizzato che l’intestino danneggiato - in questo caso con le ulcere tipiche di queste patologie - possa permettere il passaggio di piccole componenti batteriche sia a livello della parete intestinale sia in circolo e provocare, negli individui predisposti, una risposta a livello articolare e quindi l’artrite. Non è sempre così perchè a volte compare prima l’artrite e poi successivamente la malattia cronica intestinale. Probabilmente, in questi casi, un alterato assorbimento della parete intestinale permette invece a componenti del microbioma di penetrare all’interno della parete dell’intestino e in circolo. In questo caso, come espressione clinica si manifesta prima la spondiloartrite e dopo, nel corso dei mesi o degli anni, la malattia infiammatoria cronica intestinale.

Se questa è l’origine dell’infiammazione, quali sono i modi per prevenirla?

Si stanno studiando le numerosissime specie batteriche e i meccanismi che regolano i rapporti e gli equilibri tra loro. Conoscendo molto, ma ancora troppo poco da questo punto di vista, siamo veramente al punto di partenza rispetto a come prevenire. Si stanno comunque sperimentando degli interventi per la modulazione della flora batterica, sia con particolari forme di batteri buoni, i probiotici, che attraverso le diete, o mediante trapianto di microbiota.

È appena passata la giornata mondiale delle malattie infiammatorie croniche intestinali. Lei come gastroenterologo vi ha partecipato?

Il 19 maggio è ormai la data ricorrente da diversi anni in cui si illuminano i principali monumenti in tutto il mondo sotto il colore di rappresentanza scelto dalle associazioni dei pazienti: il viola. In Italia ci siamo riuniti a Roma per il convegno “AMICI 2.0 EVOLUTION” e personalmente, ho partecipato come segretario generale della IG-IBD, la società scientifica di riferimento nazionale nel campo delle malattie infiammatorie croniche intestinali, nata con lo scopo di promuovere la ricerca, clinica e di base, sulla malattia di Crohn, sulla colite ulcerosa e sulle altre patologie infiammatorie. È importante che l’Associazione dei Pazienti e la Società Scientifica abbiano degli obiettivi comuni quando si parla di gestione delle patologie: il primo obiettivo è cercare di fare sensibilizzazione pubblica su queste patologie di cui si è sempre parlato poco e con difficoltà, specialmente ai media; il secondo è agire insieme nei confronti delle Istituzioni: più si fa gruppo e più si riesce ad ottenere benefici che riguardano la qualità della vita dei Pazienti.

Di cosa avete parlato durante il convegno? È stata una riunione molto partecipata nella quale abbiamo trattato diverse tematiche: da quelle burocratiche riguardanti il lavoro e l’invalidità, alla comunicazione tra medico e paziente con il progetto #VorreiCheIlMioMedicoSapesseChe; c’è stata una sezione con i pediatri dedicata ai bambini affetti da Crohn e colite ulcerosa, e un momento dedicato alla alimentazione in cui abbiamo avuto un cuoco e una nutrizionista. Soprattutto, noi medici eravamo lì per i pazienti e abbiamo risposto a tante loro domande.

E per tutti gli altri, quali sono i consigli per un intestino sano?

Lo stile di vita è importantissimo, così come l’alimentazione che deve essere equilibrata e non eccessiva. Tutti noi mangiamo troppo, sia in termini di calorie che di quantità di sostanze introdotte. Quindi, niente diete assolute, ma consiglierei invece di mangiare di meno e in maniera equilibrata.

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