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Integratori alimentari: tra business e benessere

  • Venerdì, 24 Agosto 2018
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Integratori alimentari: tra business e benessere

Intervista a Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale
e delle Cure Primarie (SIMG)

Secondo l’indagine realizzata da GfK Eurisko per FederSalus, il mercato europeo degli
integratori alimentari è in crescita e l’Italia è al primo posto per volume di vendita
di questi prodotti. La scelta dell’integratore è guidata principalmente dal consiglio del
farmacista, oltre che da quello del proprio medico. In particolare, come scrive in una
nota FederSalus, in riferimento all’indagine GfK Eurisko, “ben 3 italiani su 4 affermano
di aver fatto ricorso ad almeno un prodotto/integratore per il benessere personale e
per gestire piccoli disturbi. Inoltre, al momento dell’acquisto in farmacia, l’attenzione
del consumatore non è soltanto focalizzata sul prodotto da comprare, ma sul processo
e sull’esperienza di acquisto che diviene un momento per prendersi cura di sé e per
realizzare il proprio progetto di salute, innescando un confronto con il farmacista per
acquisire nuove competenze sulla propria salute e sull’integratore selezionato. Sapere,
essere consapevoli, saper scegliere e confrontare i prodotti, insomma sentirsi competenti, sono aspetti di un nuovo modello di consumo che già viene messo in atto al di fuori del mondo della salute, e si intreccia alla ricerca di notizie sul web: ben il 65% di chi naviga regolarmente su internet, infatti, si affida alla rete per reperire informazioni sulla salute”. 

Approfondiamo l’argomento con il dott. Claudio Cricelli.
Dottore, cosa sono gli integratori alimentari?
Sono delle sostanze normalmente contenute negli alimenti oppure in natura: nella
frutta, nella verdura, nella carne. Dunque, in una alimentazione corretta, l’essere umano
assume le sostanze di cui ha bisogno tramite il cibo. Oggi però le sostanze nutritive di cui abbiamo bisogno vengono preparate anche come supplemento e somministrate a parte.
L’integratore alimentare non è sottoposto all’iter che permette ad un farmaco di essere
registrato come tale; non è soggetto alle modalità di studio iniziale, ai test e prove cliniche sull’uomo. L’integratore alimentare non è un farmaco.
Se ci fosse una dieta corretta ci sarebbe bisogno dell’utilizzo degli integratori?
In effetti il principio secondo il quale l’integratore debba essere aggiunto anche quando
si segue una corretta e sana alimentazione non è condiviso da tutti. Va detto però che ci
sono linee di pensiero secondo cui aumentare la quantità di sostanze nutritive attraverso
l’integratore possa determinare un miglioramento della salute o addirittura prevenire la
malattia. Io parto dal presupposto che dobbiamo considerare innanzitutto l’elemento
“carenziale”. Possiamo avere la carenza di qualche sostanza e in questo caso non si può
che integrarla. Le vitamine sono stati i primi integratori che abbiamo somministrato
ed erano considerate sostanze farmaceutiche, poiché si trattava di diagnosticarne una
carenza. Oggi le carenze da vitamine sono state superate, possono accadere solo in alcuni casi come, ad esempio, la donna in gravidanza nella quale emerge spesso una carenza di acido folico di vitamina B 12 che non può che non essere integrata. Così come avviene per la carenza di ferro.
Gli integratori possono avere effetti collaterali o essere dannosi per la salute?
I cibi, se inseriti in un regime dietetico equilibrato, fanno bene. È l’abuso eccessivo del
cibo a provocare dei danni. Poiché gli integratori alimentari altro non sono che le normali
sostanze alimentari o le erbe che comunemente troviamo nei campi, se ben dosate, non
recheranno danni. Inoltre, anche per gli integratori alimentari esistono degli organi di
controllo sia europei che Ministero della Salute esiste un ufficio che registra e approva
tutte le sostanze contenute nei cosiddetti “nutraceutici”. Per la propria sicurezza si
dovrebbe fare attenzione, prima di acquistare un integratore alimentare, che abbia
ottenuto tutte le autorizzazioni e che si tratti di un prodotto registrato.
Il marketing di questi prodotti è molto aggressivo e l’integratore alimentare diventa sempre più presente nel nostro stile di vita spesso anche sotto suggerimento dei medici che si stanno orientando, sempre di più, ad affiancare l’integratore alimentare alla terapia farmacologica. Lei lo considera corretto?
Il settore degli integratori alimentari è un settore trainante dell’economia ed è in continua crescita; questo fattore non può essere trascurato dal marketing che spinge il proprio prodotto attraverso campagne di promozione sempre più mirate e pressanti. Noi medici suggeriamo sempre ai produttori di essere equilibrati nella comunicazione perché una non corretta informazione, alla lunga, determinerà una perdita di fiducia nei confronti del prodotto e dell’azienda che lo produce. Il consumatore non deve essere imbonito ma semplicemente informato. Ancora più equilibrata dovrà essere, poi, la posizione del medico il quale ha l’obbligo di prescrivere qualsiasi sostanza sulla base delle evidenze scientifiche; il medico non può mai prescindere da questo obiettivo, altrimenti non siamo più nell’ambito della medicina. È chiaro che per gli integratori non sono richieste le stesse evidenze che sono richieste per i farmaci; si tratterà sempre di benefici modesti e meno quantificabili. Un prodotto nutraceutico non potrà mai sostituire, in nessun modo, le terapie normali, potrà semplicemente supportarle. È vero che l’80% dei suggerimenti di prendere un integratore, in particolare un multivitaminico, arriva proprio dal medico di medicina generale, ma questo perché si tratta di sostanze che vengono utilizzate per disturbi minori: stanchezza, debolezza, affaticamento. Un ambito di disturbi che spesso non necessitano di una terapia farmacologica e che dunque vengono affrontati con gli integratori.
Essendo i medici di medicina generali i primi promotori di terapie non farmacologiche, non sarebbe il caso di coordinare le informazioni in merito agli integratori alimentari?
Certamente sì. Siamo consapevoli che ci voglia più controllo e più informazione. Infatti,
proprio in questi giorni stiamo pianificando una serie di corsi di formazione dedicata
ai medici e ai farmacisti, per fare chiarezza sulla nutraceutica. L’obiettivo che vogliamo
raggiungere è quello di portare al medico quante più evidenze su questi prodotti. La
scelta della prescrizione di un prodotto, rispetto ad un altro, deve avere basi quanto
più scientifiche possibili. È importante che si comprenda che non tutti gli integratori
sono uguali e che alcuni possono supportare la terapia farmacologica, mentre altri
assolutamente no.

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