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I farmaci biologici possono favorire l’insorgenza di tumori? NO!

  • Lunedì, 03 Dicembre 2018
  • Autore: Vincenzo Venerito
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I farmaci biologici possono favorire l’insorgenza di tumori? NO!

Con questo articolo, prende il via la nuova iniziativa di APMAR "No Fake News". L'associazione, con il contributo degli specialisti, intende realizzare un importante progetto di revisione on line per incrementare l’accesso ad una corretta informazione, delle persone con patologie reumatologiche e rare, al fine così di agire e di fare la differenza per migliorare la loro qualità della vita. 

di Vincenzo Venerito, medico dell'UO di Reumatologia del Policlinico di Bari 

Uno degli argomenti più ricorrenti sul web e sui social è quello della sicurezza dei farmaci biologici, utilizzati nel trattamento dell’artrite reumatoide, delle spondiloartriti e in molte altre malattie reumatiche. Il timore, spesso inespresso, e quello che questi farmaci possano in qualche modo favorire l’insorgenza i tumori in corso di terapia. In realtà i farmaci biologici hanno cambiato la storia della Reumatologia, segnando più in generale un punto di svolta ed uno dei più grandi successi della ricerca medica moderna, permettendo ad una moltitudine di donne e uomini di condurre una vita perfettamente normale. Essi permettono di bloccare selettivamente le proteine che scatenano l’infiammazione (dette citochine proinfiammatorie, come il TNFα) o di colpire particolari tipi di cellule immunitarie che sono alla base di molte malattie reumatiche autoimmuni. Le nostre difese immunitarie sono molto importanti nel contrastare il cancro in tutte le sue forme; non stupisce, perciò, che la preoccupazione più frequentemente riportata dai pazienti (1) circa questi farmaci, riguardi il rischio di insorgenza dei tumori solidi e delle neoplasie ematologiche. Per fugare questi dubbi, si deve ricorrere alla medicina basata sull’evidenza scientifica ed all’esperienza accumulata dai clinici nel corso degli anni.

E’ utile ricordare che l’approvazione di questi farmaci per l’uso umano è possibile solo se la loro efficacia e sicurezza viene dimostrata in test clinici controllati condotti nel rispetto di regole severe e codificate da tempo e che, successivamente all’immissione in commercio, il loro uso viene sorvegliato mediante la registrazione degli effetti collaterali (tecnicamente definiti come “eventi avversi”). In Europa esistono veri e propri registri dei pazienti sottoposti a terapia con biologici (in Italia c’è il registro il GISEA), che costituiscono degli strumenti preziosi nel monitoraggio a lungo termine. I dati dei registri e dei grandi studi osservazionali degli ultimi 15 anni (2-5) indicano che l'incidenza complessiva del cancro nei pazienti che assumono farmaci biologici è simile a quella osservata nella popolazione generale e nei pazienti in trattamento con farmaci tradizionali (come ad esempio il metotressato e la sulfasalazina); inoltre per i pazienti con storia di cancro avviati a terapia con farmaci biologici, non vi è un aumento del rischio di una seconda neoplasia (6). Entrando nello specifico, per quanto riguarda tumori della pelle, non vi è differenza in termini di rischio fra i pazienti in terapia con anti-TNFα e coloro che assumono farmaci antireumatici tradizionali. (3, 4). Il rischio di neoplasie ematologiche, come il linfoma, oggettivamente più frequente nei pazienti con artrite reumatoide non trattata rispetto alla popolazione generale, non aumenta con il trattamento con farmaci anti-TNFα (5, 7).

A mio avviso, siamo fortunati a vivere in un’epoca in cui, malgrado scettici e complottisti, la ricerca medica ci permette di porre rimedio a svariate patologie, che soltanto qualche decennio fa sembravano piaghe a cui l’Umanità dovesse rassegnarsi. Tornare a divulgare i prodigi della Scienza (quella vera!) negli ospedali, negli ambulatori e sul web, oltre che nelle Università, è fondamentale per mettere fine al dilagante fenomeno delle fake news in ambito sanitario.

Bibliografia

  1. Pehlivan Y, Orucoglu N, Pehlivan S, Kimyon G, Zengin O, Kucuk A, et al. Patients' concerns regarding biological agents in rheumatology. Int J Rheum Dis. 2018 Jun;21(6):1219-26.
  2. Wadstrom H, Frisell T, Askling J, Anti-Rheumatic Therapy in Sweden Study G. Malignant Neoplasms in Patients With Rheumatoid Arthritis Treated With Tumor Necrosis Factor Inhibitors, Tocilizumab, Abatacept, or Rituximab in Clinical Practice: A Nationwide Cohort Study From Sweden. JAMA Intern Med. 2017 Nov 1;177(11):1605-12.
  3. Ramiro S, Sepriano A, Chatzidionysiou K, Nam JL, Smolen JS, van der Heijde D, et al. Safety of synthetic and biological DMARDs: a systematic literature review informing the 2016 update of the EULAR recommendations for management of rheumatoid arthritis. Ann Rheum Dis. 2017 Jun;76(6):1101-36.
  4. Mercer LK, Askling J, Raaschou P, Dixon WG, Dreyer L, Hetland ML, et al. Risk of invasive melanoma in patients with rheumatoid arthritis treated with biologics: results from a collaborative project of 11 European biologic registers. Ann Rheum Dis. 2016 Jun 15.
  5. Mercer LK, Galloway JB, Lunt M, Davies R, Low AL, Dixon WG, et al. Risk of lymphoma in patients exposed to antitumour necrosis factor therapy: results from the British Society for Rheumatology Biologics Register for Rheumatoid Arthritis. Ann Rheum Dis. 2016 Aug 8.
  6. Dreyer L, Cordtz RL, Hansen IMJ, Kristensen LE, Hetland ML, Mellemkjaer L. Risk of second malignant neoplasm and mortality in patients with rheumatoid arthritis treated with biological DMARDs: a Danish population-based cohort study. Ann Rheum Dis. 2018 Apr;77(4):510-4.
  7. Klein A, Polliack A, Gafter-Gvili A. Rheumatoid arthritis and lymphoma: Incidence, pathogenesis, biology, and outcome. Hematol Oncol. 2018 Jun 3.

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