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Microbiota Revolution

  • Venerdì, 14 Settembre 2018
  • Autore: Serena Mingolla
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Microbiota Revolution

Intervista ad Antonio Gasbarrini, professore di Gastroenterologia, Facoltà di Medicina, Università Cattolica del Sacro Cuore, Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli”, Roma.

Il prof. Antonio Gasbarrini è uno dei massimi esperti italiani ed europei di microbiota intestinale e della sua relazione con le malattie infiammatorie, con l’obesità e il diabete, e attualmente, anche dell’ultima frontiera: microbiota e oncologia. Sentirlo parlare di microbiota intestinale è affascinante come sentir parlare di galassie lontane o di qualcosa che sappiamo che esiste ma possiamo solamente immaginare. Il microbiota, il settimo organo dell’apparato digerente, infatti, non lo abbiamo mai visto e fino a pochi anni fa non se ne sapeva nulla. Oggi è certo che sia alla base dell’equilibrio immunitario dell’essere umano. Ma partiamo dal principio...

Prof. Gasbarrini, ci descrive l’intestino?

L’intestino è lungo circa 8 metri, comincia dalla bocca e termina nell’orifizio anale. È composto da componenti anatomicamente molto diverse tra loro: la prima parte è la bocca dove, tutti giorni, insieme al cibo, entrano tanti elementi contaminati. La bocca, oltre a tritare il cibo, produce la saliva che ha proprietà antinfiammatorie e antibatteriche; poi c’è l’esofago che svolge una attività di motilità e veicola il cibo dalla bocca fino allo stomaco; lo stomaco è una straordinaria camera di combustione, produce acido cloridrico, un acido estremamente potente che permette la prima digestione del cibo che, sotto forma di chimo, arriva nell’intestino tenue, la prima parte dell’intestino. Si tratta di una zona che fa due attività completamente inverse tra loro: la prima è l’assorbimento del cibo; lo fa in parte con i succhi gastrici, in parte con i succhi pancreatici e biliari, in parte attraverso una serie di ormoni che partecipano all’assorbimento. L’altra grande funzione dell’intestino tenue è quella di essere la sede elettiva dell’immunità. L’80% delle cellule immunologiche del nostro corpo vivono in maniera residente nell’intestino tenue perché è la zona dove gli invasori arrivano più facilmente attraverso il cibo. Quando il sistema immunitario è attivato in altri distretti è proprio dall’intestino che vengono richiamate delle cellule che vanno in periferia dove c’è l’infiammazione. Infine, c’è il colon, una grande 8 camera metabolica dove arrivano tutti i residui terminali che vengono metabolizzati dal microbiota, un ammasso di virus e miceti che pesa circa 1 kg ed è un organo a tutti gli effetti all’interno del quale vi sono circa un migliaio di specie di batteri, un migliaio di specie di miceti, e circa 30-40 virus ancora in buona parte sconosciuti che controllano le comunità batteriche. Questo ecosistema, questa biomassa particolare, ha la funzione di controllare buona parte del processo metabolico ma, soprattutto, controlla l’immunità.

Quando e come si forma il microbiota?

Il microbiota intestinale colonizza il bambino nei primi 2-3 anni di vita quando l’intestino tenue è ancora senza sistema immunitario. È proprio con l’arrivo di questi batteri che il sistema immunitario prima nasce e poi viene acquisito: la comunità microbica che colonizza il bambino nei primi anni di vita è la comunità microbica che poi verrà tollerata dal sistema immunitario tutta la vita. Il significato antropologico di tutto questo è che le modalità con cui il bambino è cresciuto nei primi anni di vita hanno contribuito alla formazione del microbiota e possono avere delle influenze per tutta la vita sul suo sistema immunitario.

La comunità pediatrica è attenta a questo nuovo patrimonio di conoscenza scientifica?

Solo in parte, ma sono conoscenze molto importanti per i pediatri e anche per i neonatologi, specialmente se parliamo delle condizioni da cui dipende la formazione del microbiota in queste prime fasi di vita, cioè di svezzamento e post svezzamento. Per esempio, il fatto che il bambino nasca da un parto cesareo è un elemento disbiotico molto importante, il non essere allattato al seno è un elemento disbiotico, essere allattati troppo tempo al seno è un elemento disbiotico. Ci sono delle madri che allattano il bambino per 24-36 mesi pensando di fare il bene del bambino, in realtà il periodo di svezzamento deve essere tra il sesto e il nono mese proprio perché la natura ha sempre garantito l’allattamento nei primi sei mesi di vita. Quel latte è uno straordinario probiotico perché permette la crescita di determinati batteri con potere antinfiammatorio. Un’altra cosa che può influenzare il microbiota è l’ambiente ostile. Se i genitori litigano di continuo, hanno delle problematiche o se il bimbo subisce delle violenze, questo può determinare una variazione del microbiota: cresceranno nell’intestino del bambino dei batteri infiammatori che poiché sentono un ambiente esterno ostile, educheranno il sistema immunitario ad essere molto reattivo. Dato che quella biomassa educa il sistema immunitario per tutta la vita, un bimbo che vive in un ambiente molto ostile, nel futuro sarà più a rischio di sviluppare malattie immunomediate. Per chiudere il cerchio, quindi, possiamo dire che l’intestino è un organo ad attività metabolica popolato da un altro organo che si forma nei primi anni di vita e, sulla base delle condizioni che trova all’esterno, può determinare o meno la risposta immunitaria del bambino.

C’è quindi un legame strettissimo tra crescita, nutrizione, ambiente esterno e attività immunologica. Cosa si può fare da adulti per ristabilire questo equilibrio?

Innanzitutto, dovremmo chiederci se ci stiamo alimentando in maniera corretta, se mangiamo una quantità adeguata di verdura e di frutta, se mangiamo dalle tre alle cinque Malattie cardiovascolari: ancora tanta strada da fare 9 Malattie cardiovascolari: ancora tanta strada da fare volte al giorno, se evitiamo grassi saturi, se assumiamo alcol in eccesso, se facciamo una vita troppo stressata che danneggia la permeabilità dell’intestino favorendo l’ingresso nel nostro intestino di forme batteriche che attivano l’immunità. Cosa è possibile fare: innanzitutto mangiare in maniera corretta, più volte al giorno, evitare di fare un unico pasto, idratarsi bene, fare il giusto sport, dormire abbastanza. Se possibile evitare le situazioni stressanti che non abbiano una breve durata e un buon risultato: una competizione continua che non porta risultato è un disastro per l’organismo perché determina la permeabilità intestinale e l’infiammazione. Questo è uno dei motivi per cui spesso i pazienti con malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide, il Crohn, la sclerosi multipla hanno delle infiammazioni causate da eccessivo stress.

Perché la scienza ha scoperto così tardi il microbiota?

È stato scoperto negli ultimi 10-15 anni perché dato che questi batteri estremofili anaerobi non crescono in piastre di coltura, non avevamo le tecniche di micro-biologia molecolare per andarli a cercare. Ora abbiamo tecniche high throughput che permettono la misurazione di tantissimi geni contemporaneamente grazie alle quali si è visto che le feci sono un insieme di batteri e di prodotti di scarto, e che moltissimi di quei batteri vivono in maniera residente a contatto con l’intestino.

Gli integratori o i probiotici possono aiutare a ristabilire l’equilibrio del microbiota?

Alcuni prodotti sono di straordinaria efficacia, altri sono totalmente inutili. Bisogna anche stare molto attenti a ciò che si assume perché ora sono usciti una serie di lavori negli Stati Uniti che hanno fatto vedere come in oltre la metà degli integratori presenti sul mercato americano siano stati trovati tantissimi metalli pesanti, microbi, batteri. Quindi, quando usiamo gli integratori, dobbiamo essere certi e che stiamo scegliendo i prodotti giusti, con garanzie di sicurezza e di stabilità. Idem per i probiotici, un altro macro-mondo che adesso sta crescendo tantissimo: dobbiamo partire dal presupposto che debbano essere prodotti stabili ed efficaci. Per esempio, molti di questi prodotti devono essere conservati in frigo. Se non li conserviamo correttamente rischiamo di ingerire acqua fresca.

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