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Le malattie reumatiche tra Lea, Piano nazionale cronicità e risorse limitate

  • Lunedì, 10 Ottobre 2016
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Le malattie reumatiche tra Lea, Piano nazionale cronicità e risorse limitate

Il Sole 24 Ore, in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Reumatiche 2016, dedica uno spazio al convegno di APMAR intitolato "Malattie reumatiche, Apmar e le sfide di domani"

A cura di Antonella Celano

Il Piano nazionale della Cronicità (Pnc), i Livelli essenziali di assistenza (Lea) e i farmaci biosimilari, sono temi caldi in materia di sanità. Temi cardine del convegno ‘‘Malattie reumatiche, Apmar e le sfide di domani di martedì 11 ottobre, realizzato da Apmar (Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare ) in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Reumatiche, per aprire un dibattito pubblico intorno alle patologie reumatiche e rare, facendo chiarezza su alcuni temi ad esse legati, come la cura, l'importanza della prevenzione e l'attenzione alla riabilitazione.
Il Pnc illustra la possibilità di ottenere cure personalizzate mediante il compimento di step, come la promozione della salute e della prevenzione e il targeting della popolazione. Aderenza, appropriatezza ed empowerment, tra i punti chiave di questo documento orientato sulla persona, la quale, diventerà sempre più protagonista del proprio processo di cura.
Apmar ha contribuito alla stesura del testo relativo alla Reumatologia, incluso il dettaglio su artrite reumatoide e artriti croniche in età evolutiva. Sono state stilate linee guida che prevedono l'attuazione di strategie da applicare a livello nazionale, per ottenere il miglioramento delle criticità prominenti come il ritardo della diagnosi.
Se il Pnc venisse attuato alla lettera, i pazienti reumatici godrebbero di un'assistenza ottimale. Inciderà sulla riuscita del progetto, il peso di carenze proprie dell'offerta assistenziale: di fatto, le Regioni potranno rispettare il Pnc solo compatibilmente con la disponibilità delle loro risorse.
Vale lo stesso per i Lea, i servizi sanitari ritenuti dallo Stato così importanti, da dover essere garantiti a tutti i cittadini. Le malattie reumatologiche oggetto dei Lea sono: artrite reumatoide, Lupus, Malattia di Sjögren, Malattia di Paget, Psoriasi Artropatica, Spondilite Anchilosante e Sclerosi Sistemica; quest’ultima è stata riconosciuta “rara”.
Per le altre, si notano delle incongruenze, ad esempio, gli esami di laboratorio per il follow-up del paziente in terapia biologica, variano a seconda della patologia di riferimento.
A parità di terapia biologica, le prestazioni Lea, non avrebbero dovuto discriminare nessuno, invece, alcuni pazienti pagheranno per le stesse prestazioni ritenute necessarie, appropriate e quindi gratuite, per altri pazienti. Queste dissonanze sono dovute all'assenza di una visione comune tra clinici e decisori politici. La parola “essenziale” dell'acronimo Lea, perde ancor più significato, se si pensa che le Regioni più ricche, riusciranno a garantire ai cittadini anche prestazioni sanitarie non incluse nei Lea, mentre le Regioni in piano di rientro avranno difficoltà a rispettarli.

In questo sistema universalistico, l'assistenza non è equamente distribuita su tutto il territorio.
Il Ssn è costretto a vigilare, a causa della crisi economica, anche sui costosissimi farmaci biologici, terapie capaci di sovvertire in positivo il decorso di malattie invalidanti e di grande impatto epidemiologico. In questo contesto si collocano i farmaci biosimilari, altre versioni di un farmaco biotech con brevetto scaduto, progettati per avere caratteristiche farmacologiche “sufficientemente simili” al farmaco originatore e che costano circa il 30% in meno. L'unico vantaggio legato al loro uso è la riduzione dei costi, cosa che li rende essenziali per la sostenibilità del Ssn e di riflesso, una grande opportunità di cura per il futuro.
L'esigenza sanitaria di risparmio, non dovrebbe però essere mai anteposta all'interesse esclusivo della salute del paziente. Ad esempio, per i pazienti reumatici che presentano multimorbidità e per i pazienti pediatrici, la valutazione di una terapia con farmaci biosimilari dovrebbe essere ponderata con estrema cautela. In questi casi, nemmeno per gli originatori esistono dati sufficienti sugli outcome.
L'unica figura abilitata a prescrivere i biosimilari dovrebbe essere lo specialista prescrittore. Apmar ed altre cinque associazioni di pazienti, hanno inviato ad Aifa, per la recente consultazione pubblica del Secondo Concept Paper, un documento per suggerire l'istituzione di una norma a tutela della libertà prescrittiva del medico, garanzia di appropriatezza. Inoltre, informare il paziente sul regime terapeutico, in modo trasparente e comprensibile, è fondamentale per la riuscita della terapia stessa; una corretta informazione è propedeutica per una migliore aderenza.
Per quanto detto, si spera che le autorità competenti si adoperino per uniformare l'offerta assistenziale su tutto il territorio italiano.

Fonte: http://www.sanita24.ilsole24ore.com

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